C'è una molecola che il tuo corpo produce ogni giorno, che è presente in tutte le cellule, e di cui probabilmente non hai mai sentito parlare fino a qualche anno fa. Si chiama coenzima Q10 — o ubiquinone, e negli ultimi decenni è diventata uno dei componenti più studiati in assoluto nel campo della nutrizione e del benessere.
Ma di cosa si tratta esattamente? A cosa serve davvero? E quando ha senso assumerla come integratore? Se ti sei mai fatto queste domande — o se le hai sentite fare da qualcuno — sei nel posto giusto. Proviamo a fare chiarezza, con semplicità e senza giri di parole.
Prima di tutto: cos'è il coenzima Q10
Immagina il tuo corpo come una città con milioni di piccole centrali elettriche distribuite ovunque. Queste "centrali" sono i mitocondri, gli organelli presenti in quasi tutte le cellule del tuo organismo, e il loro compito è uno solo: contribuire alla produzione di energia.
Ebbene, il coenzima Q10 è — per dirla in modo molto diretto — uno degli ingranaggi più importanti di questa centrale. È una molecola presente all’interno dei mitocondri e partecipa ai processi metabolici che aiutano le cellule a produrre energia.
Dal punto di vista chimico è una sostanza liposolubile, cioè che si scioglie nei grassi, strutturalmente simile a una vitamina (tanto che viene spesso chiamata impropriamente "vitamina Q"). È presente in tutte le cellule del corpo umano — il suo nome alternativo, ubiquinone, deriva proprio dal latino ubique, che significa "ovunque" — ma si concentra soprattutto dove la richiesta di energia è più alta: cuore, fegato, reni e muscoli.
A cosa serve il coenzima Q10: le due funzioni principali
Se dovessimo riassumere tutto in due parole, diremmo: energia e protezione. Queste sono, in sostanza, le due grandi funzioni del Q10.
1. Produzione di energia cellulare
Il Q10 partecipa attivamente alla cosiddetta catena respiratoria mitocondriale: una serie di reazioni biochimiche attraverso cui i mitocondri convertono i nutrienti (grassi, carboidrati, proteine) in ATP (adenosina trifosfato), la "moneta energetica" delle cellule.
Gli organi che ne hanno più bisogno — non a caso — sono quelli che non si fermano mai: il cuore in primis, ma anche il fegato e i reni.
2. Azione antiossidante
Il Q10 è anche coinvolto in processi legati alla difesa antiossidante delle cellule. Il nostro organismo produce continuamente radicali liberi — molecole instabili e reattive che si generano come sottoprodotto del metabolismo (e che aumentano con lo stress, il fumo, l'esposizione al sole, l'inquinamento). Se non vengono neutralizzati, i radicali liberi possono contribuire allo stress ossidativo.
Il coenzima Q10 è una delle sostanze antiossidanti prodotte dall’organismo e può agire intervenendo nei meccanismi cellulari che riducono la formazione di radicali liberi.
Il problema che nessuno ti dice: il Q10 può diminuire con l'età
Fin qui tutto bene. Il corpo produce Q10, il Q10 partecipa ai processi cellulari. Dov'è il problema?
Il punto è che la produzione di coenzima Q10 da parte dell'organismo inizia a diminuire intorno ai 20-30 anni, e il calo si fa più marcato con il passare del tempo. Dopo i 40 anni, i livelli tissutali possono essere sensibilmente inferiori rispetto a quelli di un giovane adulto.
Non solo l'età. I livelli di Q10 tendono a essere più bassi anche in presenza di alcune condizioni di salute specifiche e in chi assume farmaci che interferiscono con la sintesi di questa molecola come effetto collaterale.
Coenzima Q10 negli alimenti: dove si trova
Prima di pensare agli integratori, è giusto chiedersi quanta parte del fabbisogno possiamo coprire con la dieta.
Il Q10 è presente in molti alimenti, in particolare in quelli di origine animale. Le fonti più ricche sono:
- Frattaglie e organi (cuore, fegato): sono le fonti alimentari più concentrate
- Pesce azzurro: sardine, sgombro, tonno, aringa e acciughe
- Carne rossa e pollame: manzo, maiale, pollo e tacchino ne contengono quantità moderate
- Frutta secca e semi: noci, pistacchi, arachidi e semi di sesamo offrono piccole quantità, utili soprattutto per chi segue un'alimentazione vegetariana o vegana
- Verdure a foglia verde e crucifere: spinaci, broccoli e cavolfiore contengono tracce di Q10, meglio se consumati crudi o poco cotti
- Oli vegetali: soia, canola e mais sono tra le fonti vegetali più rilevanti
Un aspetto importante da considerare è l'assorbimento: la biodisponibilità alimentare del Q10 è piuttosto bassa — si stima che solo il 2-4% di quello introdotto con il cibo raggiunga effettivamente il circolo sanguigno.
Integratori di coenzima Q10: quando ha senso assumerli
Eccoci al punto che interessa a molti. Prendere il Q10 come integratore è davvero utile? La risposta è: dipende dalla situazione.
Non si tratta di una sostanza miracolosa, e nessun integratore lo è. Ma ci sono contesti in cui l'integrazione può essere presa in considerazione
- Dopo i 40-50 anni, quando la produzione endogena cala
- In chi assume farmaci che limitano la sintesi di questo composto
In ogni caso, se hai dubbi o stai seguendo una terapia farmacologica, il consiglio è sempre lo stesso: parlane prima con il tuo medico o farmacista.
Coenzima Q10 e pelle: un interesse crescente
C'è un ambito in cui il Q10 ha guadagnato grandissima popolarità negli ultimi anni: la cura della pelle. Ed è un interesse assolutamente fondato.
La pelle è uno degli organi più esposti allo stress ossidativo: smog, raggi UV, fumo, inquinamento agiscono continuamente sulle cellule cutanee accelerandone l'invecchiamento. Con l'avanzare degli anni e con il calo fisiologico del Q10, la pelle può apparire meno tonica e meno luminosa.
Il coenzima Q10 viene oggi impiegato sia in prodotti cosmetici topici (creme, sieri) che in integratori alimentari per la bellezza della pelle, spesso abbinato ad altri nutrienti come la vitamina C che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo; l'acido ialuronico che favorisce l’elasticità e la compattezza della pelle e la vitamina E.
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Controindicazioni ed effetti collaterali: meglio saperlo
Il Q10 è generalmente considerato sicuro per la maggior parte delle persone adulte. Gli effetti collaterali sono rari e, quando si presentano, riguardano principalmente il tratto gastrointestinale: nausea, disturbi digestivi, perdita d'appetito. Si tratta quasi sempre di reazioni lievi e dose-dipendenti.
Come sempre: il buon senso prima di tutto. Un integratore non è un farmaco, ma non è nemmeno neutro. Se hai dubbi, chiedi.
Il coenzima Q10 dà energia immediata, come il caffè?
No, e sarebbe fuorviante pensarlo. Il Q10 non è uno stimolante. È coinvolto nei processi metabolici legati alla produzione di energia cellulare.
A che età è utile iniziare a integrare il Q10?
Non c'è una risposta universale. In linea generale, la diminuzione fisiologica della produzione endogena diventa più marcata dopo i 40 anni, ed è in questa fascia d'età che l'integrazione viene spesso presa in considerazione. Detto questo, valuta sempre la tua situazione specifica con un professionista della salute.
Qual è la differenza tra ubiquinone e ubichinolo?
Sono due forme dello stesso composto. L'ubiquinone è la forma ossidata, mentre l'ubichinolo è la forma ridotta.
Il Q10 fa bene alla pelle?
La ricerca lo indica come un principio attivo interessante per la salute cutanea, sia in applicazione topica che assunto per via orale. Le sue proprietà antiossidanti contribuiscono a proteggere le cellule della pelle dallo stress ossidativo — uno dei principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo. Ovviamente, anche qui, si tratta di un supporto nel tempo e non di un effetto immediato.
Posso assumere il Q10 insieme ad altre vitamine o integratori?
In genere sì, il Q10 è compatibile con la maggior parte degli integratori comunemente usati. Alcune formulazioni lo abbinano già ad altri principi attivi sinergici come vitamina C, vitamina E, acido ialuronico e selenio, per un'azione più completa. Fai attenzione invece alle interazioni con i farmaci