Panificazione

Le Farro bio

gallette al farro senza lievito

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€2,00
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Le Farro bio sono gallette prodotte con il meglio del farro e del riso integrale, per un gusto unico e inconfondibile.
Senza lievito e fonte di fibre, possono essere un valido aiuto per chi vuole alimentarsi in modo sano e mantenersi in forma.
Senza sale aggiunto, sono utili per chi vuole tenere sotto controllo l’apporto di questo elemento. Ideali a colazione, a merenda o durante i pasti in sostituzione del pane, possono essere consumate in qualsiasi momento della giornata come snack stuzzicante e alternativo.


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logo Vegan

... non solo bio 

• prodotto Vegetale
• fonte di Fibre
• senza Lievito
• senza Sale aggiunto°

°contiene naturalmente sale 


Prodotto in Italia  |  Confezione da 120 g


Matt ti aiuta a riciclare

Confezione: POLIPROPILENE (PP5)

Verifica le disposizioni del tuo Comune


FARRO* (55%), riso integrale* (45%).
*da agricoltura biologica.

può contenere tracce di SESAMO

Informazioni nutrizionali per 100 g per gallette da 8,6 g circa
Energia 1544 kJ 133 kJ
  365 kcal 31 kcal
Grassi 2,2 g <0,5 g
  di cui acidi grassi saturi 0,7 g <0,1 g
Carboidrati  73,7 g 6,3 g
  di cui zuccheri 4,3 g 0,5 g
Fibre 5,9 g 0,5 g
Proteine 9,6 g 0,8 g
Sale* 0,02 g 0,002 g

*Il contenuto di sale è dovuto esclusivamente al sodio naturalmente presente

La confezione contiene circa 14 gallette

 

Conservare in luogo fresco, asciutto ed al riparo dalla luce. Se la confezione venisse lasciata aperta, le gallette ritroveranno la loro naturale fragranza scaldandole qualche minuto nel forno.

FARRO:

Il farro è una pianta erbacea della famiglia delle graminacee. Per secoli è stato l’alimento base dei romani: era considerato un bene molto prezioso e fungeva anche da merce di scambio.
Il farro ha avuto un successo notevole grazie al fatto che cresce bene in terreni poveri ed è molto resistente al freddo. E’ utilizzato in un’ampia varietà di pasta, cracker, prodotti da forno, e birre. Il guscio del farro è più duro di quello del grano, il che aiuta a proteggere gli elementi nutritivi presenti al suo interno e permette di sopportare gli attacchi di agenti inquinanti (ad esempio pesticidi) e invasioni di insetti. Il farro contiene glutine, quindi non è consigliato per coloro che soffrono di celiachia. Il farro è una fonte eccellente di nutrienti essenziali. Per citarne alcuni: tiamina, niacina, riboflavina, magnesio, nonché vitamine B, carboidrati complessi, e proteine.

RISO:

Oryza sativa - pianta erbacea annuale della famiglia delle Graminaceae, di origine asiatica.
Il riso rappresenta il secondo cereale più importante al mondo. I popoli orientali si nutrono quasi esclusivamente di riso. In Italia è stato introdotto nel Medio Evo, poi è stato ampliamente coltivato in Lombardia e Piemonte; qui la sua coltivazione è stata facilitata grazie alla elevata disponibilità di terreni pianeggianti e riccamente irrigati. È un’ottima fonte di carboidrati, in particolare amido, ed una discreta quantità di proteine. Il principale vantaggio del riso è la completa assenza di glutine. Si rende quindi particolarmente adatto ai soggetti che non possono ingerire alimenti contenenti tale proteina.

FIBRA:

La fibra è l’insieme di quei carboidrati complessi (polisaccaridi, cellulosa, emicellulosa, lignine, silicati, inulina, oligosaccaridi) e di altre sostanze che compongono le cellule dei vegetali commestibili, non immediatamente digeribili dall’uomo e perciò non assimilate dal nostro organismo. Esercita effetti di tipo funzionale e metabolico che la rendono un'importante componente della dieta umana. Le fibre vengono classificate in solubili ed insolubili a seconda della capacità di assorbire l’acqua.
- Fibre insolubili: sono la cellulosa e la lignina presenti principalmente nella crusca di cereali. Sono in grado di assorbire acqua determinando un aumento della massa fecale, un accelerato transito intestinale, una riduzione del tempo di contatto con la mucosa intestinale di sostanze potenzialmente nocive. Tali fibre sono particolarmente indicate nella regolazione delle funzioni intestinali.
- Fibre Solubili: sono i galattomannani, le pectine, le gomme e le mucillagini, contenuti principalmente nella frutta, in alcuni legumi, nelle verdure e nei fiocchi d’avena. Riescono a formare un gel che consente il rallentamento dello svuotamento gastrico con conseguente senso di sazietà, un rallentamento del transito intestinale, una riduzione dell’assorbimento e della produzione di colesterolo. Sono utili nell’alimentazione di soggetti con disturbi metabolici che traggono vantaggio da un assorbimento dei nutrienti lento o ridotto e nelle diete per la riduzione del peso inducendo un senso di sazietà.
La quantità ottimale di fibra da assumere è nell’ordine di 25-30 grammi al giorno, un’eccessiva quantità potrebbe invece determinare una riduzione dell’assorbimento di elementi minerali di origine alimentare (ferro, calcio, zinco). Per raggiungere tale quantità è auspicabile aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, verdure e frutta).

ALIMENTI BIO-FUNZIONALI:

Sono alimenti che oltre alla garanzia del biologico, soddisfano funzionalità specifiche per aiutare i singoli individui a raggiungere ogni giorno il benessere desiderato. Sono ricchi di nutrienti preziosi e/o privi di alcuni elementi che possono alterare il buon funzionamento dell’organismo per rispondere alle necessità di chi ha particolari esigenze nutrizionali.

ALIMENTI FUNZIONALI:

Il concetto di alimenti funzionali ebbe origine in Giappone, dove, negli anni ’80, le autorità sanitarie di questo Paese riconobbero la necessità di migliorare la qualità della vita parallelamente all’incremento dell’aspettativa di vita di un numero crescente di anziani per poter controllare i costi sanitari. Fu introdotto quindi il concetto di alimenti specificamente sviluppati per favorire la salute o ridurre il rischio di malattie. Gli alimenti funzionali non hanno ancora ottenuto una precisa definizione dalla legislazione europea. In generale, un alimento può essere considerato funzionale se dimostra in maniera soddisfacente di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo, che vadano oltre gli effetti nutrizionali normali, in modo tale che sia rilevante per il miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o per la riduzione del rischio di malattia. Esempi di alimenti funzionali sono i cibi che contengono determinati sali minerali, vitamine, acidi grassi o fibre alimentari e quelli addizionati con sostanze biologicamente attive, come i principi attivi di origine vegetale o altri antiossidanti e probiotici che hanno colture vive dotate di proprietà benefiche. Parallelamente al crescente interesse per questa categoria di alimenti, sono comparsi nuovi prodotti ed è emersa la necessità di definire standard e linee guida che ne regolamentino lo sviluppo e la promozione.

ALIMENTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA:

Sono prodotti ottenuti da ingredienti provenienti dall’omonimo metodo, il quale vieta categoricamente l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi in ogni fase della coltivazione, della trasformazione e dello stoccaggio. Il processo produttivo è regolamentato dal regolamento CE 834/2006 (ex. Reg. CE 2092/91). I prodotti biologici sono certificati dagli Organismi di Controllo riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole.

INTOLLERANZA AL LATTOSIO:

L’intolleranza al lattosio è una condizione in cui il consumo di latte e latticini provoca una reazione non allergica che si manifesta con disturbi gastrointestinali come gonfiore, dolore crampiforme e saltuaria diarrea. Il lattosio è il carboidrato contenuto nel latte. Normalmente, l’enzima chiamato lattasi, presente nell’intestino tenue, scompone il lattosio in zuccheri più semplici (glucosio e galattosio) che entrano poi in circolo nel sangue. Quando l’attività enzimatica è ridotta, il lattosio non viene scomposto e viene trasportato nell’intestino crasso dove viene fermentato dai batteri presenti in quella parte del corpo. La quantità di latte e latticini tale da determinare sintomi di intolleranza è molto variabile. Molti soggetti che hanno una ridotta attività intestinale della lattasi possono bere un bicchiere di latte senza alcun problema. Analogamente, i formaggi stagionati, che hanno un basso contenuto di lattosio, e i prodotti a base di latte fermentato, come lo yogurt, sono in genere ben tollerati. Inoltre, l’introduzione costante di cibi contenenti lattosio nell’ambito dei pasti induce un progressivo adattamento e la riduzione della quantità totale di lattosio ingerita in un solo pasto può migliorare la tolleranza negli individui sensibili.

INTOLLERANZA ALIMENTARE:

L’intolleranza alimentare può provocare sintomi simili all’allergia (tra cui nausea, diarrea e crampi allo stomaco), ma la reazione non coinvolge nello stesso modo il sistema immunitario. L’intolleranza alimentare si manifesta quando il corpo non riesce a digerire correttamente un alimento o un componente alimentare. Mentre i soggetti veramente allergici devono in genere eliminare del tutto il cibo incriminato, le persone che hanno un’intolleranza possono spesso sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione senza sviluppare sintomi. Fanno eccezione gli individui sensibili al glutine e al solfito.